Assumiamo l'essere umano come valore e come interesse centrale. Affermiamo l’eguaglianza di tutti gli esseri umani. Riconosciamo la diversità personale e culturale. Tendiamo allo sviluppo della conoscenza al di sopra di quanto viene accettato come verità assoluta. Affermiamo la libertà in materia di idee e di credenze. Rifiutiamo la violenza.
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L'Aura, artista emersa nel 2005 con il singolo Radio Star e l'album Okumuki, partecipa a San Remo per la seconda volta.
Questa volta porta alla chermesse una canzone sulla nonviolenza, ispirata agli scritti di Silo e alle attività del Movimento Umanista, a cui lei stessa partecipa, cantando per noi ad alcuni concerti come Emergenza Tsunami del Febbraio 2005, sensibilizzando sul tema del disarmo nucleare nei banchetti in strada e sul suo blog e firmando la campagna Europe For Peace.
Votiamola! :D
L'Aura - Basta!
Sai che succede amica mia?
C'è chi ora prova a portar via
Sogni giovani che il tempo cullerà,
Pieni di libertà
Gente che resta e che va via
Colpa di un uomo o della democrazia?
Dai peccati Madre Guerra assolverà
Chi la venererà!
C'è qualcuno là
Che ci aiuterà
A dire "basta!"?
C'è qualcuno là che
Fermare potrà
La violenza?
Sai che succede amica mia?
Quella che oggi è una bugia
L'indomani per qualcuno evolverà
E sarà verità
C'è qualcuno là
Che ci aiuterà
A dire "basta!"?
C'è qualcuno là che
Fermare potrà
La violenza?
C'è qualcuno là
Nell'immensità
Della terra?
C'è qualcuno là che
Vivere saprà
Con la testa?
Quante pietre da scagliare
Tiene in serbo, generale,
Il suo esercito di frode ed empatia?
Quante sono le persone
Che in nome del Signore
Finiranno nella cenere?
C'è qualcuno là
Che ci aiuterà
A dire "basta!"?
C'è qualcuno là che
Fermare potrà
La violenza?
C'è qualcuno là
Nell'immensità
Della terra?
C'è qualcuno là che
Vivere saprà
Con la testa?
C'è qualcuno là?
Disco: kARMA Autore: Kaos Prodotto da: Trix Shop Genere: Hiphop
Finalmente ci siamo, a sette anni di distanza da -/-/-/-/-, ecco kARMA: l'epitaffio musicale di uno dei migliori rappers italiani di sempre. Secondo gli antichi i due sensi più importanti per l'uomo erano l'udito e la vista: a parlare ai nostri occhi è uno splendido ritratto fotografico di Lorenzo Barassi contenuto nel digipack, molto più eloquente di qualsiasi nota biografica. Per la parte musicale Kaos si è affidato principalmente a due dei migliori beatmaker: Don Joe e Dj Shablo. Entrambi hanno fatto un lavoro di livello estremamente elevato, si sono adattati alla perfezione allo stile del rapper senza snaturare il proprio e hanno arrangiato il tutto con notevole maestria. Il suono del karma è il miglior boom bap sentito da diversi anni a questa parte, colpisce soprattutto la potenza della sezione ritmica, capace di far muovere la testa anche a San Giovanni Battista periodo post-Salomè. L'intro ci preannuncia quello che sarà, quiete prima della tempesta, la siepe che ci separa dal buio. Il trittico 1, La Zona Morta e Il 6° Senso è puro rap hardcore, di quello che fa male. Kaos non ha rivali, le metafore si intersecano e scavano in profondità, l'oscuro prende vita. Le sonorità quasi-gobliniane fanno da incudine, le parole sanguinanti impugnano il martello, l'impatto è catastrofico. Pandemia è una riflessione su cristianesimo e teodicea mentre Mu-Sick con Turi riprende il discorso iniziato da Neffa in Carcere a Vita. La title-track è un punto di svolta, Kaos si confronta con l'inevitabilità del divenire, i toni si fanno più onirici e il tutto sembra trovare risposta nella legge di causalità. Algoritmi, Firewire con il Colle Der Fomento, e BlahBlah convergono nella parte dell'album più disimpegnata e leggera: si parla di hip hop, internet e lingue biforcute; con C.D.V.C. Moddi e Kaos si lanciano in un sentito tributo a Dj Trix, con quest'ultimo a fare dell'ottimo cutting sul beats di Dj Shablo. Lo stesso Shablo produce la lynchana Insomnia. Uno suadente sample vocale di Ornella Vanoni ripete algido una frase ("questa notte..."), si combatte con se stessi per cercare invano di addormentarsi, l'allegoria è sublime e sul finale la voce femminile si disvela beffarda. Segue un remix de Il 6° Senso, chiude Fine, uno dei capolavori assoluti di Marco Fiorito. L'atmosfera di presagio è opprimente, addirittura ci si commuove, non è solo un addio, è la lancinante presa di coscienza della fine della vita, raccontata come al solito attraverso la potenza metaforica dell'hip hop. Per uno che ha scritto un pezzo come Cose Preziose il chiodo su cui appendere il microfono non può che esser stato infilzato nella carne, kARMA è un gran disco perché ci mette di fronte a noi stessi, e lo fa con un linguaggio semplice ma al tempo stesso forbito. Kaos è il Caravaggio dell'hip hop italiano, noi non possiamo fare altro che inchinarci, sperando che qualcuno sappia raccogliere la sua pesantissima eredità...
…ma corrono solo i signori del mattone padroni di Milano
Da mesi a Milano siamo bombardati dalla promozione per la candidatura della città a sede dell’Expo 2015. A dispetto di quanto ci facciano credere i mezzi di informazione, Milano non è ancora la città prescelta per ospitare l’Expo. La decisione verrà presa a marzo 2008 dal BIE (Bureau International des Expositions) che dovrà scegliere tra Milano e la città turca Smirne.
Tuttavia la grande avventura è già cominciata. Il 2015 è così lontano che si corre il rischio di non dare molta attenzione a quello che potrebbe succedere nei prossimi 7 anni. Allora apriamo gli occhi e chiediamoci: l’expo rappresenterà veramente un’opportunità di sviluppo economico per la collettività?
Prima amara riflessione: siamo in Italia, il paese dove le manifestazioni internazionali hanno portato grande entusiasmo ma hanno lasciato anche polemiche e inchieste penali per sprechi e speculazioni, vedi le Olimpiadi invernali 2006 a Torino, le Colombiadi 1992 a Genova e, più indietro, Italia 90. Anche l’Expo a Milano porterà tanti soldi da spendere, tanti interessi da mediare e tanti appetiti da soddisfare. Allo start, in questa grande avventura, si presenteranno in prima fila imprenditori e immobiliari, ma anche bancari, assicuratori, eccetera eccetera. Al traguardo i vincitori troveranno un premio costituito dai soldi pubblici che verranno affidati ai soggetti privati, i quali realizzeranno le opere necessarie senza essere sottoposti a controllo.
La premessa per questa grande avventura è già avvenuta. Si tratta della delibera del consiglio comunale riguardo l’accordo del 19 luglio 2007 per la concessione in diritto di superficie al Comune di Milano di 1.280.000 metri quadrati di terreno al confine con la nuova fiera di Rho-Pero, che sono metà di proprietà della Fondazione Fiera Milano, l’altra metà della famiglia Cabassi,. Il Comune se ne servirà per ospitare le strutture ed i servizi utili all’Expo 2015. Una volta chiusa l’expo qualcosa resterà al Comune (55 mila metri quadri) e gli edifici costruiti verranno demoliti, a spese del Comune, per restituire ai legittimi proprietari, cioè alla famiglia Cabassi e alla Fondazione Fiera - alias Compagnia delle opere – un’area dotata di ogni confort (autostrada, metropolitana, ferrovia, aeroporto) per destinarlo alle più belle imprese immobiliari. L’offerta più alta per l’acquisto dell’area (523 milioni di euro, la base d’asta partiva da 300 milioni) è stata fatta dalla cordata internazionale di CityLife, composta da Generali Properties, Ras, Gruppo Lar Desarollos Residenciales, Lamaro e, infine, Progestim e cioè Fondiaria Sai alias Salvatore Ligresti, il re dei mattoni negli anni gloriosi di Craxi. Partendo da un investimento di tali proporzioni riusciamo ad immaginare l’entità del guadagno? Basti pensare alla licenza che il Comune consentirà affinché venga raddoppiato l’indice di edificabilità della zona da 0,65 mc/mq (quello previsto a Milano per i nuovi progetti sulle aree dismesse) a 1,15 mc/mq. Dopo l’expo resteranno quasi un milione di metri cubi edificabili. In poche parole, si sta servendo su un piatto d’argento un’area che verrà sfruttata intensivamente per solo business speculativo.
Non sono previsti ampi spazi per il verde e per le aree sociali (scuole, parchi, eccetera). D’altronde Milano offre già troppi parchi ed aree pubbliche alla cittadinanza... Invece aspettiamo con ansia, dopo la grandiosa Expo 2015, la realizzazione dei nuovi appartamenti da 5000-7000 euro al metro quadro che acquisteremo facilmente approfittando di mutui bancari vantaggiosissimi.
UN’ALTRA EXPO E’ POSSIBILE:
• Utilizzando le strutture già esistenti di Rho-Fiera e FieraMilanoCity
• Migliorando il sistema di trasporto pubblico per l’accesso dei visitatori
• Trasformando le aree circostanti in parchi permanenti che resteranno tali anche dopo l’evento
• Investendo i fondi pubblici stanziati per l’Expo e per le opere collegate per affrontare i problemi del trasporto pubblico, dell’energia pulita, dei precari, della scuola pubblica, della mancanza di case a prezzi accessibili
• Promuovendo un modello di città e di territorio a impatto ambientale bassissimo ed innescando un processo di partecipazione democratica dei cittadini alle scelte riguardanti il loro territorio.
COS’E’ L’EXPO?
Con il termine Expo si intende una esposizione mondiale, universale. È il nome generico che indica diverse grandi esposizioni tenutesi fin dalla metà del XIX secolo.
Le esposizioni riguardano temi che interessano la gamma completa dell’esperienza umana e solitamente hanno un argomento base che viene utilizzato come riferimento per la costruzione di padiglioni che rappresentano l’opinione delle varie nazioni sull’argomento stesso. Ad esempio il tema dell’Expo di Lisbona (1998) era “l’acqua”, mentre quello dell’Expo 2005 che si tenne in Giappone era la “saggezza della natura”.
Il BIE (Bureau International des Expositions) è l’organismo ufficiale che sancisce queste esposizioni.