Assumiamo l'essere umano come valore e come interesse centrale.
Affermiamo l’eguaglianza di tutti gli esseri umani.
Riconosciamo la diversitĂ  personale e culturale.
Tendiamo allo sviluppo della conoscenza al di sopra di quanto viene accettato come veritĂ  assoluta.
Affermiamo la libertĂ  in materia di idee e di credenze.
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lunedì, 14 aprile 2008
PRESIDIO-EVENTO DI SOLIDARIETA' CON IL POPOLO TIBETANO

LOCANDINA-paceAssociazioni e cantanti, insieme per realizzare il simbolo della pace

PRESIDIO-EVENTO DI SOLIDARIETA'
CON IL POPOLO TIBETANO
Sabato 19 aprile 2008 ore 17.00, p.zza Duomo

Sabato 19 aprile alle ore 17 in piazza Duomo le associazioni Students for a free Tibet, Centro delle Culture, la Casa del Tibet e Italia-Tibet, insieme alla Nazionale Italiana Cantanti, organizzano un evento di solidarietà con il popolo tibetano per ribadire il proprio sì alla pace e al dialogo tra i popoli.

Obiettivo dell'evento è riportare l’armonia tra la comunità tibetana e quella cinese. Per questo a ogni partecipante verrà offerto un palloncino colorato e chiesto di unirsi alla creazione di un grande simbolo della pace umano con i colori della bandiera del Tibet. Dopo la creazione del simbolo, i palloncini verranno liberati rappresentando simbolicamente la speranza della risoluzione di questo e di tutti i conflitti.

Durante l'evento sarà letto il messaggio di pace che il Dalai Lama ha rivolto al popolo e al governo cinese e verrà esposta una gigantesca bandiera tibetana.

Mentre la fiaccola olimpica prosegue il suo viaggio verso la Cina, tra manifestazioni represse, censure, imbarazzanti silenzi dei governi e violazioni dei diritti umani, l'evento vuole dare dare voce al dialogo e alla nonviolenza come unica soluzione ai tanti conflitti che ancora affliggono il nostro pianeta.

Siete tutti invitati ad intervenire partecipando alla creazione del simbolo della pace.


Promuovono:
Students for a free Tibet
Centro delle Culture Milano
Nazionale Italiana Cantanti
Casa del Tibet
Associazione Italia-Tibet

Aderiscono:
Mondo Senza Guerre
UnAltroMondo onlus

Per informazioni e adesioni:

Dhundup Chomphel Gelek
Presidente Students for a Free Tibet
cell. 3477922346
Sft-italia@hotmail.com
www.studentsforafreetibet.org


Locandina
Presidio per il Tibet

Postato da: jyotaro a 12:25 | link | commenti (7)
riflessioni, eventi, pace, dialogo, tibet, no war, attualitĂ 

mercoledì, 26 marzo 2008
SolidarietĂ  con il popolo tibetano e una soluzione valida per tutta l'umanitĂ 

Di fronte agli eventi di queste settimane in Tibet, Le Regionali Umaniste e tutti gli umanisti d’Europa, del Latinoamerica, dell'Asia e del Nordamerica condannano la violenza e la repressione sanguinosa da parte del regime della Repubblica Popolare Cinese contro i manifestanti di Lasa e di molte altre città tibetane.

Siamo di fronte ad eventi analoghi alla repressione violenta scatenata in Birmania contro i monaci buddisti e la popolazione inerme, con morti, feriti e "chiusura" di tutte le vie per l'informazione interna e internazionale.

Allo stesso tempo denunciamo la politica degli USA e dei gruppi armamentisti, vicini al Presidente Bush, che fomenta in tutto il mondo, per interessi particolari, azioni di secessionismo e di destabilizzazione tra le popolazioni, cercando di radicarsi nei sentimenti profondi di identità nazionale come in Kossovo e in Serbia o in Palestina e Israele, o fomentando una divisione per interessi economici come succede in Bolivia. Non sarà la voce dei politici interessati nella divisione e nello scontro quella che potrà aprire il futuro in questo difficile momento.

La questione fondamentale è la difesa delle radici storiche di ciascun popolo, è il riconoscimento del diritto a praticare le proprie credenze, religioni e culture però, soprattutto, è dare una soluzione diversa e valida come esempio per tutta l'umanità.

La separazione di una nazione o di una regione può avere senso se i codici, le azioni, le intenzioni, non vanno verso forme di isolamento o di regressione a forme antiche, ma nella direzione verso l'umanizzazione delle relazioni tra i popoli, verso il reale riconoscimento delle diversità, verso la reale integrazione tra le culture, le nazioni e le regioni che vogliono rappresentare le avanguardie nella formazione della Nazione Umana Universale.

Per iniziare un processo realmente nuovo è necessaria la via della nonviolenza però ciò ha bisogno di una cultura proiettata verso il futuro, uno sguardo dell'essere umano senza discriminazione fra razze, con uguali opportunità tra uomini e donne, senza caste ne' classi sociali, uno sguardo capace di priorizzare il processo al di sopra dell'interesse politico immediato.

Come umanisti chiediamo ai governi e leader delle fazioni opposte che si siedano per ascoltare le diverse necessità e proposte e, tra la visione centralista e quella nazionalista, cercare una soluzione differente, tentare una soluzione con una visione "umanista".

Abbiamo bisogno di nuovi elementi interpretativi per comprendere la complessità dei fenomeni sociali attuali, abbiamo bisogno della pazienza storica per aprire questo dialogo tanto importante ed urgente per tutta l'umanità. Perciò come umanisti, attraverso i Portavoce Regionali od una delegazione internazionale delle regioni (Europa, Nordamerica, Latinoamerica e Asia), ci proponiamo per appoggiare come mediatori culturali tra il governo cinese ed i leader tibetani.
Senza questo dialogo e questa prospettiva di costruzione, le stesse relazioni internazionali fra Cina, USA, Russia ed Europa ed i loro meschini interessi, potrebbero produrre uno scontro irreversibile.
Qui non sono in discussione le Olimpiadi ma la possibilità di dare una risposta coerente a tutta l'umanità. Siamo qui con l'umiltà e la speranza, insieme con tutti i costruttori di una nuova umanità nonviolenta.

Giorgio Schultze
Portavoce del Nuovo Umanesimo per l’Europa
 
Tomás Hirsch
Portavoce del Nuovo Umanesimo per il Latinoamérica
                       
Sudhir Gandotra
Portavoce del Nuovo Umanesimo per Asia-Pacifico
 
Chris Wells
Portavoce del Nuovo Umanesimo per il Nord America

 
23 Marzo 2008

Postato da: jyotaro a 14:07 | link | commenti (12)
politica, riflessioni, pace, dialogo, attualitĂ , nordsud

giovedì, 20 marzo 2008
C’è Posta Per Loro

Oggi Poste italiane S.p.A. è una società per azioni il cui capitale è posseduto per il 65% dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (ex Tesoro) e per il restante 35% dalla CDP (Cassa Depositi e Prestiti, trasformata nel 2003 in SpA e partecipata anch’essa dal Tesoro per il 70% e dalle Fondazioni bancarie per il restante 30%, soprattutto da Mediolanum, cioè Berlusconi). La società è posta sotto il controllo e la vigilanza del Ministero delle Comunicazioni, ha un organico di circa 150.000 impiegati (nel 1990 si contavano oltre 237.000 dipendenti) ed un utile netto di 675 milioni di euro (bilancio 2006). Nel 2011 è prevista in ambito UE la piena liberalizzazione del settore postale.
E’ interessante sapere che questa società appena citata gestisce, da poco tempo, tutto il flusso degli immigrati. Le domandine con le richieste per il permesso di soggiorno sono limitate. Una persona, con la complicità dell’addetto al servizio(o magari solo l’addetto al servizio), può ottenerne 1000, rivendendole a prezzi folli o comunque non accessibili. A Palermo c’è stato il caso di Frederick T., un ragazzo della Costa D’Avorio, che per rimanere in Italia ha dovuto pagare 600 € ad un lavoratore della posta per poter avere l’ormai famoso Kit Giallo. Un altro caso clamoroso è accaduto nella provincia di Brescia, dove un ragazzo romeno ha consegnato in liquidi 300€ ad un suo concittadino che gestiva il “traffico” di kit gialli di quella zona. A parte queste deformazioni di corruzione, si sa che in Italia è molto più facile e conveniente delinquere che vivere onestamente, in fin dei conti sono i politici che fanno le leggi per non far funzionare la magistratura, e noi ancora non possiamo fare molto a riguardo.
Vi sembra logico che una società, pur sempre gestita dallo Stato, sia parzialmente di Berlusconi e che gestisca l’arrivo degli immigrati dopo tutto quello che ha fatto il governo Berlusconi nei loro confronti? La Bossi-Fini è una legge folle che sembra più uno scherzo che altro, per essere in Italia devi avere un lavoro, ma ovviamente un immigrato che non sa l’italiano come fa a trovare a casa sua un lavoro in Italia? Ora l’immigrato arriva nel Bel Paese, e per essere in regola deve avere un occupazione prima di arrivare, per restarci magari deve piantare una tenda accanto ad una sede della posta in modo che appena arrivino i moduli per il permesso di soggiorno si possa fiondare per recuperarli, sperando che qualcun altro non abbia messo la propria tenda all’interno della Posta.

Minico Zoda
minicomc@hotmail.com

Postato da: jyotaro a 09:13 | link | commenti (5)
politica, riflessioni, dialogo, attualitĂ 

martedì, 04 marzo 2008
Decreto flussi

16 Febbraio - Chiediamo regolarizzazione di tutti i migranti presenti sul territorio italiano

Col decreto flussi, l’Italia fissa ogni anno il tetto massimo di cittadini extracomunitari, che possono entrare nel Paese per motivi di lavoro subordinato o autonomo.
Il decreto 2007 consente l’accesso in Italia di 47.100 lavoratori subordinati provenienti da quegli Stati (14) che hanno sottoscritto con il nostro Paese specifici accordi di cooperazione e di riammissione dei clandestini. Altri 2.500 quote sono riservate a quei Paesi pronti a concludere analoghi accordi.
Altri 110.900 posti sono a disposizione dei lavoratori di tutte le altre nazionalità. Tra questi: 65mila per lavoro domestico o assistenza alla persona; 14.200 per il settore edile; 1.000 per dirigenti e lavoratori altamente qualificati.
Altre quote sono riservate al lavoro autonomo (3mila) e alla conversione dei permessi di soggiorno per studio (3.000), tirocinio (2.500) o lavoro stagionale in quelli per lavoro subordinato (1.500).
Per un totale di circa 170.500 permessi erogabili.

La realtà è ben diversa
In verità il decreto è l’unica chance per mettere in regola chi già si trova in Italia: si fa domanda, si spera di rientrare nelle quote, si esce dal Paese e si ritorna da regolari. Anche perchè in Italia l’ultima “sanatoria” risale a 5 anni fa!
La sempre più urgente necessità di uscire dalla “clandestinità” è ben visibile dal fatto che le domande presentate hanno superato le 700mila.

Protocollo con Poste Italiane
Da due anni è in vigore il protocollo con Poste Italiane.
Per rinnovare il permesso di soggiorno occorre pagare 72 euro, i moduli sono difficili da reperire tanto da essere nato un vero e proprio mercato nero.
Il protocollo tra lo Stato e le Poste al posto di migliorare la presentazione delle richieste sembra essere solo un grande affare per le Poste e le casse dello Stato.

Esigiamo la regolarizzazione e il traferimento di competenza ai comuni
Per chiedere la regolarizzazione di tutti i migranti presenti su territorio italiano e il trasferimento di tutte le pratiche dalle questure e dalle Poste ai Comuni perché finalmente i permessi di soggiorno siano una normale certificazione amministrativa, lo scorso 16 Febbraio Rete Migranti Milano e il Centro delle Culture di Milano hanno organizzato un presidio davanti alla Prefettura, nelle varie città in cui sono presenti.
Dal comunicato stampa riportiamo:
"Esigiamo che le 700 mila domande siano accolte, senza che gli immigrati debbano fare la farsa di tornare nel paese di origine e anche una regolarizzazione per tutti gli immigrati che non hanno potuto fare la domanda dei flussi ma che vivono e lavorano in Italia senza diritti.
Il decreto flussi è una farsa. Annunciare posti di lavoro per chi si trova nel proprio Paese d'origine significa fingere di non vedere che i migranti che presentano domanda sono già in Italia, lavorano ma non hanno diritti.
La legge Bossi-Fini è ancora in vigore e questo governo non sembra avere la volontà di abrogarla, né di superarne gli aspetti più discriminatori che provocano il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei migranti.
Vogliamo una legge che garantisca diritti e dignità ai cittadini e alle cittadine immigrate!"

fonti:
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/decreto_flussi_2007/


Matteo Gattoni

Postato da: jyotaro a 13:37 | link | commenti (2)
politica, riflessioni, dialogo

martedì, 12 febbraio 2008
Un genocidio dimenticato

Una pietra sul cuore

Forse ancora troppo pochi conoscono la storia del popolo armeno. Quando affermo fiera le mie origini cercando di raccontare in due parole chi rappresento, ho sempre l’impressione che il mio interlocutore mi classifichi come “una meticcia nata dall’incontro di un uomo occidentale con una donna extraeuropea”.
Forse solo qualche persona sa che il primo genocidio del XIX secolo è stato quello khor-virab2subito dagli Armeni. Ancor prima del tragico massacro degli ebrei, durante la prima guerra mondiale, il mondo intero assiste silenzioso alla deportazione e uccisione di questa gente, da secoli insediata nella zona del Caucaso, tra Russia e Turchia. Il responsabile del tremendo fatto è il governo Turco in quegli anni al potere.
Gli Armeni, all’interno dell’Impero Ottomano, vivevano organizzati in comunità nazional – religiose autonome nell’ambito di un sistema che se da un lato ne sanciva la discriminazione – soprattutto giuridica e fiscale – dall’altro permetteva a questa minoranza di esistere e di avere una certa autonomia di autogoverno. Nel corso di ottant’anni la  Turchia subisce un’alternanza di politiche di governo, conclusasi nel 1909 con  la presa di potere del partito dei Giovani Turchi, animati da idee filo occidentali, laiche e nazionaliste, appoggiati anche dalle organizzazioni politiche armene, che speravano in un miglioramento della condizione; le speranze vennero ben presto accantonate e, quando si capì quali fossero i veri indirizzi del nuovo governo, fu troppo tardi. I primi massacri, nell’aprile del 1909 ad Adana in Cilicia, contano 25.000 vittime tra gli Armeni. Con il passare degli anni, il governo si consolidò cambiando ideologia: partiti da un’idea di stato multinazionale arrivarono ad imporre una riorganizzazione del territorio sulla base dell’elemento turco. L’affermazione di questo feroce nazionalismo fornì le premesse ideologiche per la realizzazione di un programma di pulizia etnica contro tutte le minoranze della regione, in particolar modo il popolo armeno.
Chiesa 5Il 24 Aprile 1915 furono arrestati e giustiziati a Costantinopoli, circa 1000 intellettuali e uomini politici Armeni, il cuore culturale del popolo. Con questo tragico e simbolico evento comincia la silenziosa azione di sterminio di un popolo, prima attraverso la chiamata al fronte degli uomini – a tutti gli effetti a servizio dello Stato Turco e quindi impegnati anch’essi con i combattimenti internazionali e, in secondo luogo, con la deportazione di vere e proprie masse umane, donne, vecchi, bambini rimasti incustoditi nei villaggi. Nel luglio 1915 nell’Anatolia orientale non rimanevano più Armeni, eccetto quei 300.000 che vivevano in territori occupati dall’esercito russo, poco più tardi costretti alla ritirata.
Le vittime stimate sono per alcuni 2.100.000 altri affermano 1.600.000.  In ogni caso, ciò che è tangibile a tutti, è la riuscita di un crudele disegno, il profondo sradicamento e annientamento di una cultura da secoli insediata in quel territorio. La ferita sul cuore di questo popolo è purtroppo ancora aperta: lo Stato Turco, a distanza di quasi cento anni dall’accaduto, continua a negare il fatto.
L’attuale Repubblica d’Armenia, alle strette pendici del Caucaso, nasce ufficialmente nel 1991, dopo la proclamazione d’indipendenza dall’Ex Unione sovietica. E’ una piccola porzione di territorio, ciò che resta dai continui smembramenti subiti nel corso dei secoli…Ma ciò che conta è che esiste ancora... Gli Armeni si augurano che l’entrata della Turchia in Europa obblighi l’attuale governo a trattare nuovamente la scomoda questione, e lo porti ad un semplice riconoscimento del fatto storico, nell’ambito di un programma di affermazione dei principi dei diritti umani, richiesto a tutti gli stati membri.  Si chiuderebbe così un tragico passo della storia troppo spesso dimenticato e la ferita sul cuore che tutti gli Armeni portano in silenzio avrebbe finalmente l’occasione di rimarginarsi.
                                                                                                       
Cristina Balasini

Links utili per informazioni
http://www.voce-armena.info/    (periodico ondine della comunità armena italiana)
http://www.comunitaarmena.it/  (sito ufficiale comunità armena di Roma)
http://www.storico.org/OlocaustoArmeno.htm   (fatti storici)
    (museo virtuale delle intolleranze e degli stermini : sito completo di informazioni non solo sugli armeni)

 

 

Postato da: jyotaro a 15:16 | link | commenti
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