Assumiamo l'essere umano come valore e come interesse centrale. Affermiamo l’eguaglianza di tutti gli esseri umani. Riconosciamo la diversità personale e culturale. Tendiamo allo sviluppo della conoscenza al di sopra di quanto viene accettato come verità assoluta. Affermiamo la libertà in materia di idee e di credenze. Rifiutiamo la violenza.
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Martedì 13 maggio Jan Tamas, leader del movimento ceco contro la base radar USA, ha cominciato uno sciopero della fame. 20 città europee - Parigi, Madrid, Roma, Atene, Berlino, Bruxelles, Amsterdam, Copenhagen, Budapest, Zurigo, Tolosa, Malaga, Porto, Colonia, Milano, Trieste e Torino - si sono unite alla protesta portata avanti a Praga con diverse iniziative di denuncia e solidarietà.
"Il nostro governo continua a ignorare il fatto che il 70% dei Cechi è contrario all'installazione della base radar USA, come parte del progetto di difesa missilistica" sostiene Tamas. "Non vogliamo una silenziosa occupazione militare del nostro paese, che comprometta il futuro del nostro continente. Chiediamo agli amici di altri paesi di sostenere la nostra lotta, visto che si tratta di una questione europea e non solo locale."
Lo scudo spaziale è un'arma di offesa e uno strumento per il dominio globale. L'installazione della base radar in Repubblica Ceca è solo il primo passo e ha già causato un aumento delle tensioni internazionali e la ripresa della corsa agli armamenti, ricreando un'atmosfera da "guerra fredda". Il progetto è avvolto in un alone di mistero, con accordi segreti tra gli Stati Uniti e vari paesi europei, tagliando fuori l'opinione pubblica e gli stessi Parlamenti, com'è avvenuto in Italia.
Non possiamo permettere ai nostri politici di assecondare la folle intenzione degli Stati Uniti di trasformare l'Europa nel teatro di una possibile guerra nucleare, minacciando la pace e la sopravvivenza stessa dell'umanità.
Per questo chiediamo a organizzazioni, esponenti del mondo politico, sociale, culturale e artistico e a singoli cittadini di unirsi alla protesta nonviolenta contro lo scudo spaziale.
Al link www.nonviolence.cz si può firmare la petizione on-line per chiedere che l'installazione della base radar in Repubblica ceca venga sottoposta a referendum.
Informazioni e aggiornamenti sulla protesta verranno pubblicati nel sito www.nonviolence.cz
Prime adesioni: Mondo senza guerre, Centro delle culture, La Comunità per lo sviluppo umano, Partito Umanista, Unaltromondo onlus, Sviluppo Umano, Cammini aperti
Associazioni e cantanti, insieme per realizzare il simbolo della pace
PRESIDIO-EVENTO DI SOLIDARIETA' CON IL POPOLO TIBETANO Sabato 19 aprile 2008 ore 17.00, p.zza Duomo
Sabato 19 aprile alle ore 17 in piazza Duomo le associazioni Students for a free Tibet, Centro delle Culture, la Casa del Tibet e Italia-Tibet, insieme alla Nazionale Italiana Cantanti, organizzano un evento di solidarietà con il popolo tibetano per ribadire il proprio sì alla pace e al dialogo tra i popoli.
Obiettivo dell'evento è riportare l’armonia tra la comunità tibetana e quella cinese. Per questo a ogni partecipante verrà offerto un palloncino colorato e chiesto di unirsi alla creazione di un grande simbolo della pace umano con i colori della bandiera del Tibet. Dopo la creazione del simbolo, i palloncini verranno liberati rappresentando simbolicamente la speranza della risoluzione di questo e di tutti i conflitti.
Durante l'evento sarà letto il messaggio di pace che il Dalai Lama ha rivolto al popolo e al governo cinese e verrà esposta una gigantesca bandiera tibetana.
Mentre la fiaccola olimpica prosegue il suo viaggio verso la Cina, tra manifestazioni represse, censure, imbarazzanti silenzi dei governi e violazioni dei diritti umani, l'evento vuole dare dare voce al dialogo e alla nonviolenza come unica soluzione ai tanti conflitti che ancora affliggono il nostro pianeta.
Siete tutti invitati ad intervenire partecipando alla creazione del simbolo della pace.
Promuovono:
Students for a free Tibet
Centro delle Culture Milano
Nazionale Italiana Cantanti
Casa del Tibet
Associazione Italia-Tibet
Aderiscono:
Mondo Senza Guerre
UnAltroMondo onlus
Per informazioni e adesioni:
Dhundup Chomphel Gelek
Presidente Students for a Free Tibet
cell. 3477922346
Sft-italia@hotmail.com
www.studentsforafreetibet.org
La base radar sarà installata nel distretto militare di Brdy, a un centinaio di chilometri a sud-ovest di Praga come parte dello scudo di difesa anti-missilistica degli Stati Uniti in Europa centrale. Il piano comprende anche 10 missili intercettori in Polonia.
“I negoziati per l’accordo principale dovrebbero terminare entro il vertice della Nato a Bucarest la settimana prossima, ma l’accordo sarà firmato alla fine di aprile o al più tardi all’inizio di maggio” ha detto Tomas Pojar, vice-ministro degli esteri ceco e capo dei negoziatori con gli Stati Uniti sul radar.
Secondo Hospodarske Noviny il 5 maggio è una data simbolica, giacché coincide sia con l’anniversario della sollevazione anti-nazista a Praga alla fine della seconda guerra mondiale, che con la conferenza della Nato sulla difesa missilistica indetta a Praga, con la probabile partecipazione del segretario di stato americano Condoleezza Rice.
Hospodarske Noviny sostiene anche che l’accordo potrebbe essere firmato il 28 aprile, durante la visita negli Stati Uniti del ministro degli esteri ceco Karel Schwarzenberg.
Come parte dell’accordo, Praga chiede libero accesso ad almeno cinque progetti di ricerca militare degli Stati Uniti e facilitazioni nella concessione dei visti per gli USA.
Il presidente ceco Vaclav Havel ha nuovamente dichiarato il suo appoggio all’accordo con gli Stati Uniti, nonostante la forte opposizione al progetto all’interno del paese.
Nel frattempo il 26 marzo si terrà a Washington un nuovo incontro di consultazioni tra Russia e Stati Uniti sulla difesa missilistica, dopo l’insuccesso dei colloqui svoltisi a Mosca la settimana scorsa.
La Russia si oppone con forza ai piani di difesa missilistica degli Stati Uniti: li considera un fattore di destabilizzazione in Europa e una minaccia alla sicurezza nazionale.
Gli Stati Uniti hanno proposto alla Russia una serie di misure per ristabilire la fiducia, offrendole in particolare di monitorare le proprie future basi di difesa missilistica in Europa centrale.
Ciao,
al link http://petice.nenasili.cz/index.php?lang=it trovate la petizione proposta dal Movimento Nonviolento contro le basi in Repubblica Ceca e Europe For Peace (www.europeforpeace.eu) per fermare la realizzazione del Radar missilistico statunitense su territorio ceco.
Il progetto degli Stati Uniti NMD – sistema missilistico nazionale, è un progetto molto complesso che prevede la produzione di nuove armi e l'installazione di basi militari americane in diversi punti del pianeta. In particolare in Europa il primo passo è l'installazione di un radar in Repubblica Ceca e di una base con missili intercettori in Polonia.
Lo scopo della petizione è quella di raccogliere almeno 500.000 firme in un mese contrarie al progetto da poter presentare al parlamento ceco che dovrà a breve decidere se permettere o meno l'installazione del radar sul proprio territorio.
Il 70% dei cechi non vuole basi militari straniere sul proprio territorio. La maggioranza dei cechi vuole decidere su questi problemi tramite un referendum, strumento fondamentale di qualsiasi democrazia.
Qualche giorno fa il Guardian ha pubblicato i dettagli di un documento messo a punto da un gruppo di capi di stato maggiore di cinque paesi della NATO nel quale si propone che l’Alleanza integri nelle sue strategie militari la dottrina del “first strike” nucleare preventivo.
Di fronte al rischio che paesi canaglia o gruppi terroristici possano impossessarsi di armamenti nucleari, la NATO (ovvero i paesi che ne fanno parte, Italia inclusa) dovrebbe impegnarsi a contemplare la possibilità di colpire per prima con armi atomiche.
Già nel 2002 si tentò di integrare il “first strike” nella dottrina NATO ed oggi, anche in risposta agli appelli al disarmo nucleare provenienti da personalità della storia politica e diplomatica statunitense, l’accordo atomico-militare si sente in difficoltà e tenta il colpo grosso.
L’occasione è ghiotta: la NATO, in grande difficoltà in Afghanistan e non solo, è in procinto di rivedere il proprio concetto strategico e ridefinire il suo ruolo di agenzia globale per la sicurezza.
Contemporaneamente si sta lavorando alla preparazione della conferenza per la revisione del trattato di non proliferazione, già fortemente indebolito dalla pretesa statunitense di privilegiare l’aspetto di non proliferazione rispetto a quello del disarmo.
Le avvisaglie si questa offensiva erano già venute a galla nel corso della sessione annuale dell’assemblea parlamentare della NATO tenutasi lo scorso ottobre, dove un alto funzionario NATO annunciò l’inizio della seconda era nucleare e l’urgenza di sostenere – contro la minaccia iraniana – le armi nucleari in Europa, tra le quali quelle presenti sul territorio italiano a Ghedi ed Aviano. Quelle bombe obsolete, considerate finora come simbolo di fedeltà verso gli USA, rischiano di trasformarsi in un nuovo strumento di terrore nucleare post guerra fredda.
Di fronte questi preoccupanti sviluppi vanno registrate le proposte di disarmo avanzate dal governo tedesco e norvegese e dalle dichiarazioni di Gordon Brown e Massimo D’Alema.
Per queste ragioni la campagna “Un futuro senza atomiche” acquisisce oggi maggior rilevanza politica. Non si tratta solo di firmare per liberare il nostro paese dalle armi atomiche ma anche di veicolare un messaggio chiaro agli alleati NATO e agli USA, di chiedere a gran voce una netta inversione di rotta, per fare del disarmo nucleare la chiave di volta di una nuova politica di pace.
Lisa Clark, coordinatore della campagna “Un futuro senza atomiche”