Assumiamo l'essere umano come valore e come interesse centrale. Affermiamo l’eguaglianza di tutti gli esseri umani. Riconosciamo la diversità personale e culturale. Tendiamo allo sviluppo della conoscenza al di sopra di quanto viene accettato come verità assoluta. Affermiamo la libertà in materia di idee e di credenze. Rifiutiamo la violenza.
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Ciao,
al link http://petice.nenasili.cz/index.php?lang=it trovate la petizione proposta dal Movimento Nonviolento contro le basi in Repubblica Ceca e Europe For Peace (www.europeforpeace.eu) per fermare la realizzazione del Radar missilistico statunitense su territorio ceco.
Il progetto degli Stati Uniti NMD – sistema missilistico nazionale, è un progetto molto complesso che prevede la produzione di nuove armi e l'installazione di basi militari americane in diversi punti del pianeta. In particolare in Europa il primo passo è l'installazione di un radar in Repubblica Ceca e di una base con missili intercettori in Polonia.
Lo scopo della petizione è quella di raccogliere almeno 500.000 firme in un mese contrarie al progetto da poter presentare al parlamento ceco che dovrà a breve decidere se permettere o meno l'installazione del radar sul proprio territorio.
Il 70% dei cechi non vuole basi militari straniere sul proprio territorio. La maggioranza dei cechi vuole decidere su questi problemi tramite un referendum, strumento fondamentale di qualsiasi democrazia.
L'Aura, artista emersa nel 2005 con il singolo Radio Star e l'album Okumuki, partecipa a San Remo per la seconda volta.
Questa volta porta alla chermesse una canzone sulla nonviolenza, ispirata agli scritti di Silo e alle attività del Movimento Umanista, a cui lei stessa partecipa, cantando per noi ad alcuni concerti come Emergenza Tsunami del Febbraio 2005, sensibilizzando sul tema del disarmo nucleare nei banchetti in strada e sul suo blog e firmando la campagna Europe For Peace.
Votiamola! :D
L'Aura - Basta!
Sai che succede amica mia?
C'è chi ora prova a portar via
Sogni giovani che il tempo cullerà,
Pieni di libertà
Gente che resta e che va via
Colpa di un uomo o della democrazia?
Dai peccati Madre Guerra assolverà
Chi la venererà!
C'è qualcuno là
Che ci aiuterà
A dire "basta!"?
C'è qualcuno là che
Fermare potrà
La violenza?
Sai che succede amica mia?
Quella che oggi è una bugia
L'indomani per qualcuno evolverà
E sarà verità
C'è qualcuno là
Che ci aiuterà
A dire "basta!"?
C'è qualcuno là che
Fermare potrà
La violenza?
C'è qualcuno là
Nell'immensità
Della terra?
C'è qualcuno là che
Vivere saprà
Con la testa?
Quante pietre da scagliare
Tiene in serbo, generale,
Il suo esercito di frode ed empatia?
Quante sono le persone
Che in nome del Signore
Finiranno nella cenere?
C'è qualcuno là
Che ci aiuterà
A dire "basta!"?
C'è qualcuno là che
Fermare potrà
La violenza?
C'è qualcuno là
Nell'immensità
Della terra?
C'è qualcuno là che
Vivere saprà
Con la testa?
C'è qualcuno là?
…ma corrono solo i signori del mattone padroni di Milano
Da mesi a Milano siamo bombardati dalla promozione per la candidatura della città a sede dell’Expo 2015. A dispetto di quanto ci facciano credere i mezzi di informazione, Milano non è ancora la città prescelta per ospitare l’Expo. La decisione verrà presa a marzo 2008 dal BIE (Bureau International des Expositions) che dovrà scegliere tra Milano e la città turca Smirne.
Tuttavia la grande avventura è già cominciata. Il 2015 è così lontano che si corre il rischio di non dare molta attenzione a quello che potrebbe succedere nei prossimi 7 anni. Allora apriamo gli occhi e chiediamoci: l’expo rappresenterà veramente un’opportunità di sviluppo economico per la collettività?
Prima amara riflessione: siamo in Italia, il paese dove le manifestazioni internazionali hanno portato grande entusiasmo ma hanno lasciato anche polemiche e inchieste penali per sprechi e speculazioni, vedi le Olimpiadi invernali 2006 a Torino, le Colombiadi 1992 a Genova e, più indietro, Italia 90. Anche l’Expo a Milano porterà tanti soldi da spendere, tanti interessi da mediare e tanti appetiti da soddisfare. Allo start, in questa grande avventura, si presenteranno in prima fila imprenditori e immobiliari, ma anche bancari, assicuratori, eccetera eccetera. Al traguardo i vincitori troveranno un premio costituito dai soldi pubblici che verranno affidati ai soggetti privati, i quali realizzeranno le opere necessarie senza essere sottoposti a controllo.
La premessa per questa grande avventura è già avvenuta. Si tratta della delibera del consiglio comunale riguardo l’accordo del 19 luglio 2007 per la concessione in diritto di superficie al Comune di Milano di 1.280.000 metri quadrati di terreno al confine con la nuova fiera di Rho-Pero, che sono metà di proprietà della Fondazione Fiera Milano, l’altra metà della famiglia Cabassi,. Il Comune se ne servirà per ospitare le strutture ed i servizi utili all’Expo 2015. Una volta chiusa l’expo qualcosa resterà al Comune (55 mila metri quadri) e gli edifici costruiti verranno demoliti, a spese del Comune, per restituire ai legittimi proprietari, cioè alla famiglia Cabassi e alla Fondazione Fiera - alias Compagnia delle opere – un’area dotata di ogni confort (autostrada, metropolitana, ferrovia, aeroporto) per destinarlo alle più belle imprese immobiliari. L’offerta più alta per l’acquisto dell’area (523 milioni di euro, la base d’asta partiva da 300 milioni) è stata fatta dalla cordata internazionale di CityLife, composta da Generali Properties, Ras, Gruppo Lar Desarollos Residenciales, Lamaro e, infine, Progestim e cioè Fondiaria Sai alias Salvatore Ligresti, il re dei mattoni negli anni gloriosi di Craxi. Partendo da un investimento di tali proporzioni riusciamo ad immaginare l’entità del guadagno? Basti pensare alla licenza che il Comune consentirà affinché venga raddoppiato l’indice di edificabilità della zona da 0,65 mc/mq (quello previsto a Milano per i nuovi progetti sulle aree dismesse) a 1,15 mc/mq. Dopo l’expo resteranno quasi un milione di metri cubi edificabili. In poche parole, si sta servendo su un piatto d’argento un’area che verrà sfruttata intensivamente per solo business speculativo.
Non sono previsti ampi spazi per il verde e per le aree sociali (scuole, parchi, eccetera). D’altronde Milano offre già troppi parchi ed aree pubbliche alla cittadinanza... Invece aspettiamo con ansia, dopo la grandiosa Expo 2015, la realizzazione dei nuovi appartamenti da 5000-7000 euro al metro quadro che acquisteremo facilmente approfittando di mutui bancari vantaggiosissimi.
UN’ALTRA EXPO E’ POSSIBILE:
• Utilizzando le strutture già esistenti di Rho-Fiera e FieraMilanoCity
• Migliorando il sistema di trasporto pubblico per l’accesso dei visitatori
• Trasformando le aree circostanti in parchi permanenti che resteranno tali anche dopo l’evento
• Investendo i fondi pubblici stanziati per l’Expo e per le opere collegate per affrontare i problemi del trasporto pubblico, dell’energia pulita, dei precari, della scuola pubblica, della mancanza di case a prezzi accessibili
• Promuovendo un modello di città e di territorio a impatto ambientale bassissimo ed innescando un processo di partecipazione democratica dei cittadini alle scelte riguardanti il loro territorio.
COS’E’ L’EXPO?
Con il termine Expo si intende una esposizione mondiale, universale. È il nome generico che indica diverse grandi esposizioni tenutesi fin dalla metà del XIX secolo.
Le esposizioni riguardano temi che interessano la gamma completa dell’esperienza umana e solitamente hanno un argomento base che viene utilizzato come riferimento per la costruzione di padiglioni che rappresentano l’opinione delle varie nazioni sull’argomento stesso. Ad esempio il tema dell’Expo di Lisbona (1998) era “l’acqua”, mentre quello dell’Expo 2005 che si tenne in Giappone era la “saggezza della natura”.
Il BIE (Bureau International des Expositions) è l’organismo ufficiale che sancisce queste esposizioni.
Autore: Aesop Rock Titolo: None Shall Pass Prodotto da: Definitive Jux
Non saprei più che dire a proposito di Ian Mathis Bavitz, l’elogio ad ogni cosa targata a suo nome diventa scontato e la sua bravura è stranota; ma c’è da dire una cosa, non smette mai di stupire. La sua ultima opera s’intitola “None Shall Pass” ed è un disco che ti lascia addosso tante cose, tranne la delusione che spesso ci si aspetta da chi ha 7 dischi alle spalle. Lontano dall’iperliricismo iperfunkspaziotemporale di “Bazooka Tooth”, dalle incognite di “Fast Cars, Danger, Fire And Knives”, Aesop continua quel percorso lirico e musicale fatto di storytelling fantasioso sentito in “The Next Best Thing” e nei 45 minuti di musica di “All Day”, sempre un po’ a cavallo tra funk, elettronica e rock. Il fondo del barile delle idee quindi sembra essere ancora lontano per l’artista di Lower East, sempre più lucido, sempre più maturo e sempre più apprezzato dal pubblico. Maturo, ecco com’è questo disco, fatto in prevalenza di storytelling metaforici e visionari, di esperimenti musicali sempre più articolati e freschi (da segnalare l’apporto della signora Bavitz che regala la sua chitarra per svariate tracce). Chi potevamo mai trovare al fianco del nostro se non Blockhead, che cura la metà delle produzioni del disco? E vogliamo dimenticare El-P, Rob Sonic, la presenza sopra le righe di Breezly Brewin e Cage? La sorprendente ospitata di John Darnielle? Un disco in cui nulla è lasciato al caso, in cui l’Aesop confidenziale di “None Shall Pass”, “Fumes”, “Five Fingers” (in cui sfiora la perfezione lirica) e “No City” si mescola a quello aggressivo di “Catacomb Kids”, “Getaway Car” (posse track del 2007), “Gun For The Whole Family”, “Citronella” (dovrete raccogliere i cadaveri sul campo) e “Dark Heart News” (Rob Sonic migliora col tempo). Assolutamente degna di nota anche “Coffee”, assieme a John Darnielle, traccia prodotta da Blockhead, con sfumature pop-ska sovrastata dal rap in doubletime di Aes. Aesop quindi continua a plasmare il suo stile, infilandosi in una dimensione che è ormai propria esclusivamente del suo personaggio; in questo senso è fondamentale anche il supporto grafico del visionario Jeremy Fish, un sodalizio partito dal libro-vinile di “The Next Best Thing” e destinato a continuare a lungo. Non sarà ora di tornare nei negozi e chiedere di Aesop Rock?
Sapete chi è Bruno Munari? Se lo sapere, ma anche (e soprattutto) se non lo sapete, vi consiglio di visitare la mostra che tiene fino al 10 febbraio alla Rotonda di Via Besana, a Milano.
Difficile definire chi sia stato Munari. Un inventore, artista, scrittore, designer (uno dei più grandi di questo secolo), architetto, grafico e, come amava autodefinirsi, uno che “gioca con i bambini”. Un creativo, si potrebbe dire, se oggigiorno questa parola non avesse assunto il significato di creatore di immondizia pubblicitaria.
Munari era un progettista che conosceva alla perfezione materiali e tecnologie e sapeva creare con la leggerezza e la fantasia di un bambino.
E dei bambini era stato maestro, nei suoi laboratori per la creatività, tenuti in diverse scuole di Milano. Perché la creatività bisogna educarla, stimolarla fin da bimbi, non è spontanea.
Questa mostra ce la restituisce bene la creatività di Munari, delle sue macchine inutili, degli studi sui campanelli delle porte, dei libri bucati, trasparenti e morbidi (chi da piccolo non ci ha giocato!), dell’orologio per chi non sta nei tempi e della sedia per visite brevi.
La mostra è ben curata, con didascalie brevi ma complete, un video dove l’autore spiega le sue invenzioni (fermatevi a guardarlo), e al centro dello spazio espositivo un laboratorio di educazione alla creatività, proprio come quelli che teneva Munari, aperto a tutti.
Unico neo: alcuni oggetti si possono guardare, ma non toccare (appartengono a privati molto gelosi). Una contraddizione con l’idea di Munari, secondo cui imparare vuol dire toccare, provare, sperimentare. Ma fortunatamente per i bambini (piccoli e grandi) “guardare ma non toccare” talvolta è proprio impossibile!
BRUNO MUNARI Da mercoledì 24 ottobre 2007 a domenica 10 febbraio 2008
Rotonda di Via Besana
Via Enrico Besana, 15, Milano 10122
Per informazioni: Tel +39 02 5455047
Orari: martedì/domenica 9.30/19.30 - giovedì 9.30/22.30 - lunedì chiuso
Gaspare Tararà - t_gasp@yahoo.it
"Conservare l'infanzia dentro di sé per tutta la vita, vuol dire conservare la curiosità di conoscere, il piacere di capire, la voglia di comunicare." (B. Munari)